L’abuso ed il maltrattamento nei confronti dei minori sono reati commessi in privato, mai pubblici. Non sono come un furto o una rapina . Mancano i testimoni. L’unico testimone è la stessa vittima, il bambino stesso, spesso troppo piccolo anche per riuscire a testimoniare quanto ha vissuto.

La testimonianza crea sempre uno stato emozionale particolare che però è superiore nel caso del minore: la capacità di raccontare di un bambino non è la stessa di quella degli adulti.

La testimonianza di un bambino deve essere ascoltata e raccolta con la massima attenzione e con profonda competenza dagli operatori con i quali il bambino entra in contatto, non solo per i conseguenti sviluppi giudiziari che la testimonianza comporta, ma soprattutto per le conseguenze psicologiche che ne derivano per il bambino e per chi raccoglie la sua testimonianza.

Il minore si viene a trovare in una situazione di svantaggio non essendo in grado di prevedere appieno le conseguenze della sua deposizione, mentre un adulto è in maggior misura in grado di articolare il racconto per gli scopi che si prefigge.

Durante l'audizione del minore, che deve essere “protetta”, non bisogna mai dimenticare che il minore coinvolto nell'apparato giudiziario, come testimone, prova una profonda ansia, paura e la sensazione di trovarsi in un meccanismo strano ed incomprensibile.

Il disagio non è imputabile al contesto, quanto al possibile timore di poter alterare gli equilibri relazionali della propria famiglia e di perderne l'appoggio, specie se non si attiene a ciò che essa desidera che egli dichiari. In ogni caso bisogna informare il minore su tutto ciò che avviene durante gli incontri, oltre al motivo per cui si svolge determinato lavoro con lui.

La piccola vittima è costretta ad affrontare emozioni e sentimenti complessi e a percepirsi come responsabile delle conseguenze che l'arresto e l'incarcerazione del familiare avranno per l'intero nucleo familiare.

Le testimonianze dei minori, dunque, devono essere valutate alla luce delle loro capacità comunicative. Devono essere gli adulti, ad adeguarsi a loro, a capire. Questa condizione, se opportunamente utilizzata, può portare ad avere dal bambino una testimonianza, in alcuni casi più attendibile di quella di un adulto.L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che una condizione di abuso e maltrattamento avviene quando i genitori, tutori o persone incaricate alla vigilanza e custodia di un bambino approfittano della loro condizione di privilegio e si comportano a contrasto a quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino (29-01-1989).

Le linee guida per l’esame del minore in caso di abuso sessuale, sono contenute nella “Carta di Noto”

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