Si apposta nell’oscurità per piombare all’improvviso sulla vittima, pedina la sua “preda”, la ossessiona con squilli di telefono, invio di messaggi Sms, bigliettini o perfino con l’invio di “innocenti” omaggi floreali.

E’ l’identikit dello stalker, il molestatore assillante, colui che con i suoi atteggiamenti produce, con atti reiterati nel tempo, una sensazione di minaccia che addirittura costringe il perseguitato a cambiare le proprie abitudini di vita. Se ne è discusso ieri pomeriggio nella sala Borsellino di Palazzo Vermexio durante un convegno organizzato dalla presidenza del consiglio comunale di Siracusa in collaborazione con il Lions Club, Siracusa Aretusa, New Century, sul tema “Stalking, l’analisi, le testimonianze, le leggi”. Nutrito l’elenco dei relatori al dibattito moderato dal giornalista Roberto Rubino.

Il legislatore ha ritenuto di prendere coscienza di questo reato definendo una nuova specifica tipologia di reato, ha commentato il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Catania, Roberto Campisi, recependo in ritardo quanto già realizzato negli altri paesi europei che si erano dati una legislazione d’avanguardia in tal senso, ha aggiunto il sostituto procuratore della repubblica di Siracusa, Antonio Nicastro.

La persecuzione, è stato osservato in numerosi casi, è stata la fase preliminare della consumazione di reati più gravi come la violenza o addirittura dell’omicidio.

Sono le donne, nell’80% dei casi, le vittime degli stalkers, ma qualche caso ha riguardato anche gli uomini che, per liberarsi dai comportamenti assillanti divenuti limitanti della propria libertà, hanno fatto ricorso alle forze dell’ordine chiedendo di occuparsi della propria “pace”. La sfera sentimentale origina, nella maggior parte dei casi, il movente degli atti di molestia, ma la legge non pone limiti alla sua applicazione che può essere richiamata su querela. La polizia può agire d’ufficio se la vittima è un minore o un diversamente abile.

In apertura del convegno, l’attore Francesco Di Lorenzo, ha letto la testimonianza di una donna alle prese con il fallimento del suo matrimonio. Una storia che ha immediatamente rappresentato la drammaticità del tema in esame. Occorre prestare attenzione nei luoghi di lavoro, ha sottolineato il presidente della regione, Raffaele Lombardo, che, assente per impegni ha fatto pervenire un suo messaggio di partecipazione. “Le vittime, sono prevalentemente donne, e il contesto, costituito spesso dal luogo di lavoro - ha scritto Raffaele Lombardo -; per queste ragioni, mentre risulta sempre opportuno che esso sia percepito e perseguito come reato, riteniamo che soprattutto la pubblica amministrazione debba impegnarsi a creare luoghi di lavoro e a dar luogo al suo interno a forme di organizzazione del lavoro che siano rispettose della dignità e del valore di ogni lavoratore.”

La carriera, la corsa ad un incarico di prestigio, può divenire un ambito nel quale si sviluppano le assillanti “attenzioni” degli stalkers che possono rendere la vita impossibile. A quanti abbiamo sentito dire di aver dovuto cambiare numero di cellulare perché non ne poteva più di essere tempestato da telefonate indesiderate ricevute a qualsiasi ora del giorno e della notte, ha commentato uno dei relatori, fino ad odiare il suono del proprio telefonino.

Una forma di terrorismo psicologico generalmente manifestata verso il proprio ex ma anche nei confronti di un amante non corrisposto. Diventa reo colui che determina il disagio pschico di un soggetto tale da fargli insorgere timore per la sicurezza propria o di una persona cara o comunque lo costringe a modificare le proprie abitudini di vita.

Alcune statistiche riferiscono che la metà delle violenze è stata preceduta da eventi di stalking.

Dopo i saluti del presidente della provincia, Nicola Bono, e del presidente del Lions Club Siracusa Aretusa, Giovanni Rappazzo, ha preso la parola il questore Domenico Percolla.

Dall’introduzione della nuova legge, numerose le persone perseguitate che hanno chiesto l’intervento delle forze di polizia in loro aiuto. Le pene previste vanno dai sei mesi ai quattro anni di reclusione. E’ possibile presentare querela entro sei mesi dall’inizio degli eventi, ma, nelle more, si può avanzare, nei confronti del questore, una richiesta di ammonimento. Il funzionario di polizia, se ritiene fondata l’istanza, può procedere oralmente nei confronti del molestatore o, nei casi più gravi, può diffidare formalmente l’indagato dalla prosecuzione degli atti di molestia, proibendogli, ad esempio, di avvicinarsi alla vittima o di frequentare alcuni luoghi. Evidentemente tali atteggiamenti, se reiterati, verranno considerati come aggravanti nella formulazione della pena.

E’ stato un importante momento di riflessione, incentrato su un argomento di grande interesse ancora da approfondire sotto i suoi molteplici aspetti.

E’, infatti, piuttosto promiscuo il confine che delimita l’attenzione dalla persecuzione. Una delimitazione non sempre netta e chiara che rende particolarmente delicata l’applicazione delle orme previste dall’art. 612 bis.

La presenza di magistrati ed esperti di giurisprudenza è servita a incentrare particolare attenzione sulle nuove normative, illustrate dai rappresentanti delle forze dell’ordine che se ne occupano quotidianamente. Spazio, poi, anche ai risvolti psicologici della tematica: analisi corredata da testimonianze dirette raccontate dai volontari dell’associazione La Nereide.

Dopo il dottor Percolla sono intervenuti Angelo Mangione, ordinario di Diritto penale alla Lumsa di Palermo; Adriana Prazio, presidente dell’associazione e Centro Antiviolenza-Antistalking "La Nereide" di Siracusa; Corrado Basile, dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Siracusa; Antonio Nicastro, sostituto Procuratore della Repubblica di Siracusa; e, infine, l’avvocato penalista, Piero Amara.

La sisntesi del convegno è stata affidata al sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Catania, Roberto Campisi, già Procuratore della Repubblica di Siracusa.

Più letti