Contributo tematico di partenariato italiano al seminario di Zarzis sulla prevenzione della violenza nei confronti delle giovani donne.

DEFINIZIONE DELLA VIOLENZA E CONCETTO NAZIONALE DEL FENOMENO (Il tema sarà trattato dall’Associazione La Nereide di Siracusa all’interno del seminario durante la prima giornata – «État de lieux»).

La violenza contro le donne è una violenza di GENERE riconosciuta nella comunità internazionale quale violazione fondamentale dei diritti umani. Alcune forme si trovano in molte culture (stupro, violenza domestica, incesto). Altre sono specifiche di alcuni contesti (mutilazione genitali femminili). La violenza contro le donne è un crimine ma continua ad essere considerata dagli individui, dalle istituzioni, dagli Stati, come una questione privata; non si tratta di un disagio individuale ma di una emergenza sociale. Il fenomeno della violenza si caratterizza come segue:

  • essa è costituita, in generale, da vari tipi di violenza concatenati fra loro: fisica, psicologica, sessuale, economica;
  • è agita sempre da uomini e sperimentata da donne;
  • avviene più frequentemente all’interno di relazioni di fiducia, durature e segnate da dipendenza economica ed affettiva;
  • è trasversale alla stratificazione sociale ed economica;
  • avviene per tutto l’arco del ciclo biologico di vita di una donna, ma la frequenza è maggiore nella fase infanzia-adolescenza-giovinezza;
  • lo status di donna coniugata espone al rischio di violenza;
  • incide negativamente sulla stabilità lavorativa delle donne.

LA LÉGISLATION NEL NOSTRO PAESE IN MATERIA DI LOTTA CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE (Il tema sarà trattato dall’Associazione La Nereide di Siracusa all’interno del seminario durante la prima giornata – «Législation»).

La seconda parte dell’intervento fatto dall'Associazione La Nereide di Siracusa prevede un’analisi dell’attività legislativa Italiana in proposito, dal Fascismo ad oggi, con particolare riguardo a:

  1. Il Codice Rocco e concetto di violenza sessuale come delitto contro la morale pubblica e concetti di “ratto a fine di matrimonio” e “ratto a fine di libidine”;
  2. La Legge 66/1996 e concetto di violenza sessuale come delitto contro la persona;
  3. Legge 269/1998 contro lo sfruttamento sessuale dei minori;
  4. Le Direttive 43 e 78 del 2000 sul concetto di Mobbing come vessazioni e atteggiamenti che ledono la dignità del lavoratore;
  5. La Legge 154/2001 riguardo la violenza domestica e l’allontanamento dal luogo di residenza del coniuge violento;
  6. La Legge 228/2003 sulla tratta degli esseri umani e suo rapporto con il fenomeno della prostituzione – Legge 75/1958;
  7. La Legge 54/2006 sull’affidamento condiviso e suoi limiti;
  8. Il Concetto di Stalking come reato: art. 660 c.p., proposta di Legge Regionale della Regione Lazio -novembre 2007- e ddl Carfagna-Alfano giugno 2008;
  9. Confronto tra le sentenze della Corte di Cassazione del 1999 e del 2008: rapporto tra stupro e jeans.

Naturalmente, trattandosi di un seminario in cui si trovano a confronto diversi Paesi del mediterraneo, per agevolare la comunicazione verranno utilizzati supporti informatici e quanto altro verrà ritenuto utile.

LE AZIONI E LE MISURE DI PREVENZIONE (L’aspetto riguardante la prevenzione verrà trattato all’interno del seminario durante la prima giornata dall’Associazione Andit di Lentini ).

Il deprecabile fenomeno della violenza fisica, sessuale e psichica, nei confronti delle donne rappresenta un tema di particolare delicatezza e gravità, caratterizzato nell'ultimo periodo da una preoccupante tendenza in aumento.

Per prevenire e contrastare il fenomeno del maltrattamento sulle donne, che è un fenomeno culturale e sociale, occorre, preliminarmente, attuare una strategia preventiva che conduca ad un radicale cambiamento culturale , introducendo una programmazione di interventi continuativi che abbiano come fine precipuo la promozione di una cultura di eguaglianza rispetto e valorizzazione delle reciproche differenze. Occorre, dunque, un impegno congiunto sul piano politico e culturale, che comporti una costante interlocuzione e sinergia tra le diverse componenti che operano nel settore. Ai fini preventivi. è necessario che le istituzioni ed i soggetti privati attivi sul territorio si impegnino a sviluppare azioni , ciascuno nel proprio ambito di competenza finalizzate alla prevenzione della violenza ed al suo contrasto attraverso mirati percorsi educativi ed informativi.

Sotto tale profilo, risultano certamente utili, nonché indispensabili azioni di raccordo tra le istituzioni scolastiche, i consultori ed i centri di aggregazioni giovanili per promuovere iniziative di sensibilizzazione ed informazione nei confronti della popolazione giovanile, ed incentivare, soprattutto, una cultura basata sul rispetto della dignità della donna, della libertà e inviolabilità della persona.

I TRE ATELIERS DI LAVORO, All'interno degli Atelier per la parte riguardante la prevenzione interverranno:

  • la Consulta Comunale per le Politiche Giovanili - Avola
  • il Ce.s.i.s. - Avola
  • L’Associazione La Società dell’Allegria - Avola
  • L’Associazione Acquanuvena - Avola
  • L’Associazione Mondo Giovane - Pachino.

Elaborarazione della problematica “violenza sulle donne” da due diversi punti di vista:

  • Sotto il punto di vista della PREVENZIONE
  • Sotto il punto di vista della TUTELA.

PREVENZIONE

Riguardo al primo punto, esiste una mancanza di rete efficiente tra gli operatori del settore e ci riferiamo alla rete tra ASL, forze dell’ordine, servizi sociali e associazioni di volontariato, che spesso lavorano ognuno nel proprio campo senza incontrarsi mai per confrontarsi e mettere insieme tutte le informazioni e le competenze di ognuno. Inoltre si riscontra che sul tema in questione non c’è una vera e propria sensibilizzazione e una cultura della prevenzione, cultura che invece a nostro parere andrebbe incentivata da iniziative nelle scuole, nei quartieri ed in ogni luogo di aggregazione educativo.

Infine, ci si occuperà del tema della prevenzione all’interno degli Atelier , realizzabile fra i ragazzi, attraverso la musica e la radio. Si commenteranno insieme alcuni testi musicali per riflettere sui messaggi positivi veicolanti dagli stessi.

TUTELA

In merito al secondo punto in questione invece, si nota un’assenza territoriale di Case- Rifugio. Questo servizio che tutt’oggi, a quanto pare sopravvive grazie agli sforzi dei comuni e degli enti locali, andrebbe istituzionalizzato in modo di avere una cassa di risonanza più importante ed una continuità economica e progettuale non di poco conto.

Altro problema che si riscontra in merito al punto “tutela” è la mancanza di un circuito che prevede il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, dopo aver completato il periodo di riabilitazione nelle case rifugio o nei centri specializzati.

Alla redazione di questo documento hanno partecipato le seguenti Associazioni:

  1. La Nereide – Siracusa
  2. Andit – Lentini
  3. Consulta Giovanile – Avola
  4. Cesis – Avola
  5. Società dell’Allegria – Avola
  6. Acquanuvena – Avola
  7. Mondo Giovani – Pachino

L’attività di coordinamento è stata curata dalla Provincia Regionale di Siracusa – Ufficio Pari Opportunità e dalla Direzione del Gal Eloro.

PROGETTO E PROGRAMMA REPUBBLICA TUNISINA, MINISTERO DELLA GIOVENTÙ, DELLO SPORT E DELL’EDUCAZIONE FISICA, DIREZIONE GENERALE DELLA GIOVENTÙ

Unità Euro-Med Gioventù Tunisia

Programma Euro-Med

Gioventù III

Equità di genere e prevenzione della violenza nei confronti delle giovani donne.

Nome dell’ente capofila:Associazione di Zarzis per lo sviluppo durevole e la cooperazione internazionale

 

  1. Riassunto del tema:
    • Per violenza di genere, si intende la violenza fondata sulla discriminazione sessuale, quella che viene esercitata nei confronti delle ragazze e che è causata dal fatto stesso di appartenere al sesso femminile. La violenza di genere è una costruzione socioculturale ed essa non è per niente innata e naturale. La violenza contro le donne in generale e le ragazze in particolare, che si manifesta in diversi modi secondo il contesto storico, l’ambiente sociale e culturale e la situazione economica, rimane con tutta evidenza una realtà in tutte le regioni del mondo. Generalmente, la violenza di genere prende spunto da diverse motivazioni da ricercare in particolare nella cultura e nelle rappresentazioni sociali. Certe società la tollerano o la legittimano. Il modo in cui alleviamo i bambini di sesso maschile nella nostra società, li conduce a pensare che il comportamento aggressivo ed il passaggio all’atto violento siano delle forme di esteriorizzazione proprie del genere. Vi sono giovani che apprendono bene a far valere la loro mascolinità attraverso la violenza verbale o fisica verso le ragazze in particolare, ma spesso anche contro altri uomini. Sempre in generale, la violenza è percepita come una componente dei rapporti tra gli uomini e le donne. Anche se si comincia a rimetterla in questione, c’è ancora molto da fare a questo livello. Da notare il fatto che si è voluto, in questo progetto, porre l’attenzione su un tema ancora poco studiato in Tunisia. Un fenomeno marginale (o non accettato) di cui è difficile stimare l’ampiezza. Di fronte alla violenza il dovere di noi tutti è quello di agire. Ciascuno di noi deve promuovere un ambiente sociale e politico che escluda ogni forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze. Le strategie di mobilitazione a livello comunitario possono contribuire alla prevenzione della violenza ed alla promozione dell’equità di genere. D’altra parte, l’azione (seminario) che si è realizzato con la partecipazione delle quattro istituzioni delle due rive del Mediterraneo ha mirato a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno in vista di una migliore adesione. Questo seminario ha dato la possibilità ai giovani dei due sessi di entrambe le rive del Mediterraneo di arricchirsi reciprocamente, scoprendo ed esplorando le similitudini e le differenze tra le loro culture. Infatti, lo scambio e la partecipazione di giovani ha offerto loro l’occasione di discutere le differenti implicazioni sollevate a livello di questa tematica e di provocare in loro maggior coscienza sull’importanza di valorizzare e promuovere i principî fondamentali di ogni organizzazione sociale, quali il rispetto dell’altro, il dialogo e la tolleranza.
  2. Obiettivi del Seminario - programma Euro-Med:
    • Favorire una comprensione reciproca e un dialogo interculturale fra i giovani della regione euromediterranea;
    • Promuovere una cittadinanza attiva tra i giovani e sviluppa il loro senso di solidarietà;
    • Rafforzare la partecipazione delle organizzazioni non governative alla società civile e alla democrazia;
    • Contribuire allo sviluppo delle politiche per la gioventù.

Pertanto, questo seminario ha segnato l’inizio di un movimento di mobilitazione regionale e di un lavoro interassociativo attorno alla questione. Grazie a una migliore comprensione, questo incontro ha permesso alle associazioni di mettere a punto nuovi metodi per difendere i principi che guidano le loro azioni: l’uguaglianza e la non discriminazione tra i sessi, la giustizia e la democrazia.

Le ONG e i partner istituzionali coinvolti

ONG e PartnerPaese
Associazione per lo sviluppo durevole e la cooperazione internazionale di ZarzisTunisia
Gruppo di Azione Locale (G.A.L) Eloro di Noto (partner esperto)Italia
Ufficio Pari Opportunità della Provincia Regionale di SiracusaItalia
Osservatorio dei media dei giovani di OuajdaMarocco
Associazione femminile Gelsomino d’Oriente di Montpellier, Provincia dell’HéraultFrancia

  • Si è trattato di un seminario della durata di 3 giorni dal 23 al 31 Agosto 2008;
  • La popolazione target di questa azione è stata costituita dai giovani dei due sessi di quattro paesi (Tunisia, Marocco, Francia, Italia) di età tra 15 e 29 anni;
  • Il numero di partecipanti per ciascuna organizzazione è stata di 6 giovani, oltre ad una persona risorsa e ad un rappresentante. In totale 24 giovani delle due rive del Mediterraneo;
  • I relatori sono stati esperti della materia, persone risorsa, moderatori, facilitatori e sono stati chiamati a favorire l’approccio partecipativo. Essi hanno semplificato le informazioni ed hanno utilizzato dei supporti pedagogici adatti alle esigenze dei giovani;
  • Sono stati programmati due sessioni plenarie e tre cantieri di lavoro ;
  • Nel corso della prima seduta plenaria, è stata trattata la parte teorica del tema del seminario e una parte relativa allo stato dell’arte e alla legislazione in ciascun paese;
  • I tre cantieri di lavoro hanno avuto come oggetto tre sottotemi, a seguire:
  • Violenza nei confronti delle ragazze, cause e conseguenze
  • La legislazione auspicata
  • Gli strumenti e le azioni da intraprendere
  • Tutti i giovani hanno partecipato ai lavori di ciascuno degli atelier e, dopo la presentazione, ci è stata una discussione plenaria;
  • Ciascun partner ha preparato una testimonianza ed ha prodotto uno spot che ha trattato uno dei tre sottotemi proposti e che è stato presentato da un giovane all’inizio di ciascun cantiere di lavoro;
  • La sintesi dei lavori dei cantieri è stata presentata nel corso della seconda sessione plenaria articolata su due assi. Il primo metterà in rilievo i suggerimenti e le raccomandazioni dei giovani ai politici per promuovere un ambiente sociale e politico anti-violenza. Il secondo asse porrà l’accento sulla “scatola degli attrezzi” (programma, azioni e meccanismi) destinata ai tecnici ed ai gestori di programmi;
  • Tale sintesi costituirà l’oggetto di un protocollo che sarà sottoposto alla firma dei politici delle due rive del Mediterraneo già invitati;
  • Per questo progetto, sarà realizzato un Sito Web con una parte interattiva per offrire ai giovani della regione euromediterranea la possibilità di un dialogo interculturale ed una comprensione reciproca delle questioni legate all’equilibrio tra i sessi.

Questo Sito favorirà la realizzazione di una rete euromediterranea anti-violenza nei confronti delle donne.